Nel mese di giugno abbiamo organizzato alcuni incontri nelle scuole materne.
Il progetto, in questo caso, rispetto a quello pensato per la scuola primaria, è finalizzato al “conoscere per non avere paura”.
Quando l’ambulanza oltrepassa il cancello della scuola e si ferma nel cortile, dietro le finestre delle aule compaiono decine di piccole figure colorate.
Dopo il saluto alla dirigente, arrivano i bambini suddivisi per classe, in file ordinate e tenendosi per mano, preceduti dalla loro insegnante.
Ci sediamo vicini formando un grande cerchio e iniziamo a conoscerci dicendo, uno alla volta, il nostro nome. Qualcuno lo grida sorridendo, qualcun altro lo sussurra abbassando gli occhi, i più piccoli si tengono a distanza stringendosi ancora un poco alla maestra.
Iniziamo il nostro breve incontro raccontando i numerosi viaggi che compiono le ambulanze per raggiungere i nonni che a volte non si sentono bene, le persone con il mal di pancia ed i bambini quando cadono dall’altalena e dalla bicicletta. I piccoli intervengono animatamente per raccontare il proprio capitombolo o per mostrare sulle ginocchia o sulle braccia delle piccole sbucciature, testimonianza di una disavventura, antica o recente, di cui sono stati protagonisti.
Chissà che male, e che spavento! Di certo il cuoricino pulsava forte forte per la paura!
Ecco allora che, come per magia, apriamo la cerniera del grande zaino rosso del soccorritore ed estraiamo garze, cerotti, forbici ed un paio di fonendoscopi.
I soccorritori dimostreranno che le ferite non fanno paura: si può giocare con garze e cerotti, inventando una medicazione che,  grazie ad un pizzico di fantasia, può assomigliare ad una barca, al sole, ad una stella…ed il cuore accompagna allegramente i nostri giochi come un puledro al galoppo!
Ogni bambino, con gli auricolari nelle orecchie, ascolta attentamente il proprio battito, o quello dell’amico che gli siede accanto, e la sorpresa si mescola alla gioia per quella meravigliosa scoperta che ci riserva il nostro corpo.
Anche la medicazione delle finte ferite, dopo qualche timore iniziale, riscuote un grande successo: quasi tutti i bambini mostrano con orgoglio i loro cerotti, variabilmente distribuiti su gambe, braccia e mani.
E’ indispensabile ora trasportare all’ospedale questo gran numero di feriti! Dall’ambulanza preleviamo la barella che viene adagiata sul prato. A gruppi di tre-quattro, tutti i bambini vengono aiutati a salirvi sopra e, ben legati, finiscono a bordo del mezzo di soccorso per un rapido trasferimento in ospedale. A questa entusiasmante finzione, i piccoli semisdraiati sulla barella partecipano molto attivamente: trattenendo a stento le risate, chiudono gli occhi e simulano persino uno svenimento!
Infine ci si sposta tutti davanti all’ambulanza: con le mani sulle orecchie ed il naso all’insù assistiamo all’attivazione della sirena e delle luci d’emergenza. A larghissima richiesta ripetiamo diverse volte questa operazione, improvvisando anche un’inusuale suono ad intermittenza, come un impetuoso singhiozzo che suscita grande divertimento tra i bambini.
E’ quasi l’ora di pranzo: i nostri piccoli amici ci ringraziano salutandoci con affetto. Qualcuno ci abbraccia, un gruppo di bambine raccoglie dei fiori gialli tra l’erba e ce li dona, tutti sollevano le mani per battere il cinque.
Ripartiamo contenti perchè crediamo che, per ogni fase della vita, la conoscenza vinca le paure e generi consapevolezza.
Area 2 Supporto Sociale