La medicina nella Roma antica - Croce Rossa Italiana

LA MEDICINA NELLA ROMA ANTICA

Per oltre seicento anni i romani hanno vissuto senza medici, affidandosi alla tradizione

I romani hanno vissuto senza medici, affidandosi alla medicina tradizionale per più di seicento anni. In sostanza medicina magica e religiosa, associata a tradizione empirica e familiare. A Roma l’arte medica fu esercitata quasi esclusivamente da medici di origine greca, provenienti dalla Grecia, dall’Asia minore o dai regni ellenistici, soprattutto dall’Egitto. Molti medici operanti a Roma in origine schiavi, divennero liberti. Accanto a medici schiavi e ai medici liberti numerosi furono i medici immigrati, molto spesso di origine greca e liberi.

Dal capofamiglia ai primi medici provenienti dalla Grecia

A Roma prima dell’arrivo dei medici greci, la medicina fu praticata empiricamente oltre che dal capofamiglia (pater familias) all’interno del nucleo familiare, soprattutto da schiavi o da persone di estrazione umile, provenienti in genere dalla Grecia o dall’Oriente. Con il tempo, però, la condizione dei medici andò elevandosi: Cicerone poneva i medici sullo stesso piano dei maestri e degli architetti. A Roma esisteva dal V secolo a.C un tempio di Apollo Medico, e solo nel III secolo venne introdotto il culto di Asclepio, Esculapio per i Romani. Altre divinità dedicate alla medicina erano Minerva Medica, la dea Salus e divinità locali. Per guarire da una malattia si faceva ricorso oltre a qualche divinità anche a pratiche magiche e ricette che si conservavano e si tramandavano nell’ambito familiare. La medicina magica era spesso osteggiata dai sacerdoti dei templi in quanto alternativa a quella religiosa. Esse infatti si basavano su due principi opposti in quanto la prima riconosce ogni potere di guarigione agli uomini, la seconda alla divinità. A partire dal III secolo a.C. cominciarono a giungere a Roma medici provenienti dalla Grecia, ma nei loro confronti, come in generale contro tutto ciò che veniva dal mondo greco, i romani più tradizionalisti e conservatori si dimostrarono ostili.

I medici nell'Antica Roma

Il medico esercitava la sua arte nelle taberna medica, dove si svolgevano le visite ma anche piccoli interventi chirurgici, coadiuvato da allievi e aiutanti e ervendosi di una articolata strumentazione. Adiacente allo studio in genere   vi era uno Herbarium dove venivano preparati i medicamenti soprattutto a base di erbe. Tuttavia non pochi erano i ciarlatani, venditori ambulanti di pozioni che spacciavano per rimedi portentosi. Non di rado i medici si recavano presso gli ammalati, soprattutto quelli più famosi con largo seguito di allievi.

I primi ospedali a nascere sono quelli militari

L’istituzione di un servizio medico pubblico cominciò ad essere avvertita soprattutto in relazione all’attività collegata a palestre ed ai giochi gladiatori. La nascita di ospedali (valetudinaria) avvenne in ambito militare. Non è documentata per l’occidente l’esistenza di ospedali per la popolazione civile, presenti invece nell’ambito dell’impero orientale. I medici militari vennero istituiti fin dal tempo di Augusto sia per l’esercito che per la marina. Naturalmente i comandanti dell’esercito e gli ufficiali di maggior grado avevano medici personali, ma esistevano medici soldati per la truppa e per gli ufficiali di minor rango. Solo nel III secolo dopo Cristo Roma si avvalse di un sistema sanitario pubblico con medici che svolgevano un’attività a spese dello stato per i pazienti più poveri.

Malattie e cure nell'antica Roma

Nel mondo romano le malattie più diffuse erano quelle infettive (Polmonite, meningite, difterite, tetano poliomielite, tubercolosi) quelle epidemiche (peste, colera, vaiolo, tifo). Sviluppata fu l’odontoiatria con protesi dentarie, e l’oculistica con interventi di cataratta. Anche la chirurgia fu molto sviluppata, ma a questa si giungeva solo quando le altre forme di terapia avevano fallito. La mancanza di una vera e propria anestesia limitava ovviamente molto le possibilità chirurgiche. L’uso di oppio permetteva qualche controllo sul dolore ma spesso l’esito era infausto per le complicanze infettive e cardiache nel post operatorio.

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Fonti

  1. G. Penso, La medicina romana. L’arte di Esculapio nell’antica Roma. Saronno 1985;

  2. F. Ricci, La medicina al tempo di Plinio. Como 1986;

  3. Ars Medica, La medicina nell’antica Roma. Milano 1991;

  4. La medicina greca e romana Pisa 2002;

  5. G Penso, La medicina romana. Noceto 2002.

     

Fonti iconografiche

  1. Askelpios, Nina Aldin Thune, Louvre Museum via Wikimedia Commons (vai alla fonte);

  2. Strumenti chirurgici, Giorgio Sommer via Wikimedia Commons (vai alla fonte);

  3. Tempio di Aesculapius, John William Waterhouse via Wikimedia Commons (vai alla fonte);

  4. Anfora, Louvre Museum via Wikimedia Commons (vai alla fonte);

  5. Bendaggio militare romano, The National Library of Medicine, images from the History of Medicine (vai alla fonte).